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La nuova identità visiva di Waooh Studio

Indice

Quello che stai leggendo è il primo articolo che scrivo da quando ho pubblicato il mio nuovo sito web, il 26 giugno 2025. E non poteva che essere dedicato alla mia nuova identità visiva.
Dopo quattro anni di attività, sentivo che fosse arrivato il momento di aggiornare la mia presenza, online e offline.
Rispetto all’identità visiva precedente (che puoi ancora sbirciare nell’articolo La mia prima brand identity e in questa scheda portfolio), ho cambiato tutto.
L’obiettivo? Semplificare il più possibile.

Un’immagine semplice e pulita, quasi "elementare"

La palette colori e i font scelti per il sito e i documenti come contratti etc.

Ho scelto una nuova palette colori che mi piace definire “elementare”: ispirata ai colori primari blu, giallo e rosso. Colori semplici, immediati, con combinazioni ad alto contrasto.

Due nuovi font, ad alta leggibilità per facilitare la lettura. Uno slab serif per i titoli e un sans serif per il testo.

Il nuovo logo ha un tocco “fumettoso”: semplice, diretto, familiare, volutamente non ricercato. Le due “o” di Waooh sono diventate occhi: uno sguardo furbo, quasi ammiccante. Un fulmine attraversa la parola da “a” a “h”, tagliandola in diagonale. La scritta “studio” è in corsivo, con un tratto quasi infantile. Tutto concorre a comunicare con semplicità e chiarezza, per tutte le persone.

Lo studio del logo di Waooh Studio, dalle bozze al logo definitivo e il pattern a quadretti usato sul sito

Tornare all’essenziale

Volevo una comunicazione elementare, alla portata di chiunque.
Accogliente e chiara, mai altezzosa o troppo sofisticata.

Il nuovo sito infatti ha un layout semplice, che mette in primo piano i testi. I colori sono usati sapientemente, senza eccessi.
L’unico vezzo che ho mantenuto sono le immagini: collage digitali, complessi e scenografici pensati per accompagnare i contenuti testuali. Tutti realizzati a partire da elementi naturali: animali, piante, funghi. Dopotutto sono anche una visual designer e da qualche parte devo sfogare la mia creatività.

Ci sono voluti mesi di lavoro, tra studio e progettazione: prima per l’identità visiva, poi per il sito.
Quello che è diventato il mio nuovo logo, l’ho abbozzato all’inizio del 2024, un anno e mezzo fa: un disegno veloce, quasi uno scarabocchio. Ma non riuscivo a togliermelo dalla testa. Quegli occhietti pensierosi sono stati il punto di partenza per tutto quello che è venuto dopo. Un’immagine semplice, ma densa di significato.

Semplificare, questa è accessibilità

Non voglio cavalcare l’onda del momento (anche se lo European Accessibility Act dal 28 giugno è realtà). La scelta di comunicare in modo accessibile è una tappa naturale del percorso che ho iniziato già più di due anni fa, quando Elena Panciera mi ha chiesto di realizzare il suo sito accessibile.

Pensare accessibile è diventato parte integrante del mio modo di progettare. E non c’è modo migliore di comunicarlo che attraverso la mia identità visiva: ecco perché ho sentito il bisogno di stravolgere tutto.

Un sito che mi rappresenta

L’homepage del sito waoohstudio.it visto da tre dispositivi differenti: un tablet verticale, uno orizzontale e un cellulare. Il sito è responsive e si adatta al dispositivo che si utilizza.
Sono molto soddisfatta del risultato — e non mi capita spesso, soprattutto quando lavoro su qualcosa di mio, essendo sempre alla ricerca di una quasi perfezione. Rispetto al sito precedente ho semplificato parecchio:
  • Meno pagine.
  • Meno colori.
  • Più ordine, con una gerarchia dei contenuti chiara e accessibile.
Ho concepito il sito come un quaderno di appunti: da qui lo sfondo a quadretti. Pagine ordinate e leggibili, pensate per spiegare cosa faccio, come lo faccio e perché lo faccio proprio così. Vediamo qualche elemento che rende il mio sito web accessibile:
  • i link all’interno del testo sono colorati e sottolineati, per indicare con immediatezza che si tratta di un collegamento ipertestuale.
  • I bottoni sono evidenziati e distinguibili rispetto al resto del testo, anche in questo caso non solo con il colore.
  • I titoli e i sottotitoli si distinguono per il font differente e tra di loro per la dimensione del testo e il colore utilizzato (H1 blu di Prussia, H2 blu genziana, H3 rosso cremisi). In questo modo, le persone danno un’importanza diversa ai contenuti in base al loro aspetto.
  • I contenuti seguono una gerarchia ordinata fatta di titoli, sottotitoli, paragrafi ed elenchi puntati. Questo aiuta le persone a comprendere il testo, anche a chi utilizza una tecnologia assistiva.
  • Non tutte le immagini hanno gli alt text. Gli alt-text sono importanti in un sito accessibile, è vero, ma se l’immagine è puramente decorativa allora è meglio non scrivere il testo alternativo. Questo perché le tecnologie assistive, come gli screen reader o le tastiere braille, leggono il contenuto dell’alt text. Se l’immagine non aggiunge informazioni utili, la sua descrizione può distrarre o confondere chi utilizza questi strumenti, interrompendo la comprensione del contenuto della pagina web.
Non affidare solo al colore la distinzione di un elemento sul web perché non tutte le persone li percepiscono e vedono allo stesso modo.

Questo sito è un esercizio di stile, ma anche, spero, un manifesto.
Per mostrare alle persone che un sito accessibile non è qualcosa di alieno e strambo: è bello, interessante e piacevole da navigare. E, soprattutto, è progettato per più persone possibile, senza escludere nessuna. Spero di esserci riuscita.

Vuoi iniziare a lavorare sulla tua identità visiva, rivederla totalmente o fare un restyling? Iniziamo con una chiacchierata a tu per tu!

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